Con gioia e sincera partecipazione per l’assegnazione del Premio Grinzane Terra d’Otranto ( un premio internazionale sui temi del dialogo, della tolleranza, della solidarietà e dell’integrazione) alla scrittrice sudafricana Sindiwe Magona, pubblichiamo una intervista realizzata nel 2005 al’uscita del suo primo libro tradotto in italianao Da madre a madre, Edizioni Gorée. L’intervista è realizzata da Valentina Acava Mmaka.
Nata nel Transkei e cresciuta nei sobborghi di Città del Capo, Sindiwe Magona ha svolto un importante ruolo di attivista presso le Nazioni Unite. Ed è proprio nel periodo di massimo impegno politico che nasce la sua scrittura diventata oggi lo strumento per eccellenza col quale tenta di sfidare le convenzioni e l’opinione pubblica del suo paese, identificando in essa lo stimolo per i giovani e le donne ad assumere un ruolo decisivo nella crescita del nuovo Sud Africa.
Da madre a madre, è una profonda e intensa indagine nei risvolti più intimi e profondi di una tragedia che in questo libro diventa simbolo del disagio socio politico di una società intera, per secoli condizionata dalla segregazione razziale. Siamo in un Sud Africa che lentamente si sta lasciando alle spalle un passato buio e represso per essere immesso in una nuova dimensione dove all’evidenza di ogni azione umana corrisponde un risvolto sociale sfaccettato e complesso, più grande di quanto il mondo esterno sia capace di definire.
La scrittura di Sindiwe Magona scivola, con l’immediatezza di una combattente per la libertà, sulle increspature dei pregiudizi e dei luoghi comuni, definendo nuovi parametri attraverso cui leggere la storia di un paese troppo a lungo confinato.
Valentina Acava Mmaka- Sindiwe, il tuo romanzo è ambientato nel 1993, in quello che si definiva il nuovo Sud Africa” . Il paese si sta preparando alle prime elezioni democratiche, un’era sta volgendo al termine. Nell’agosto di quell’anno, Amy Biehl, una studentessa americana, viene uccisa nella township di Guguletu. Quanto questa notizia influenzò sulla scelta di scrivere di questo evento? Perché Da madre a madre?
Sindiwe Magona-La scrittura di questo romanzo, è stato il mio tentativo di allungare la mano alla madre della vittima, una donna che non conoscevo. Mi sono sentita in dovere di parlarle, provare a farle capire il terreno, ovvero l’arena socio politica che aveva reso quell’evento nefasto possibile. Tutti i bambini vengono al mondo innocenti e siamo noi, come società, che influiamo sulla loro crescita e, in modo più esteso, facciamo di loro ciò che diventano. Questo non lo dico per giustificare l’atto della trasgressione, ma semplicemente per tentare di guardare oltre l’azione, nelle cause profonde di una simile violenza.
VAM – Il romanzo comincia con una lettera immaginaria che Mandisa, la madre dell’omicida, scrive alla madre della vittima. Perché Mandisa sente di dover spiegare alla madre della vittima, le sue ragioni, le ragioni dell’azione di suo figlio? La Storia in Sud Africa ha condizionato la vita di milioni di Africani, in che modo, se c’è Mxolisi può essere giustificato per la sua azione?
SM – Mandisa cerca di spiegare questo doloroso, inconcepibile atto a se stessa esattamente come alla madre della ragazza assassinata. Lei soffre – il che non vuole minimizzare la pena della madre che ha perso sua figlia – ma pone tale sofferenza in una prospettiva concreta e la approfondisce perché va oltre l’apparenza. Essa indaga su come siamo tutti condizionati nell’enfatizzare solo un aspetto di una simile tragedia –confinando l’altra parte nella colpa. Il gesto di Mxolisi non è giustificato, è solo esaminato in una luce diversa, il grande dolore che sopraggiunge nella sua vita e nella vita di chi gli sta attorno.
VAM- Sicuramente il tuo romanzo ha un implicazione politica forte. Denunci chiaramente il Governo che in qualche modo ha prodotto ragazzi come Mxolisi, dove la rabbia e l’ingiustizia spingono a certe reazioni. Il Premio Nobel Seamus Heaney dice che “gli scrittori sono i guerriglieri dell’immaginazione”, che servono la lotta per la libertà. Sappiamo che in Sud Africa la scrittura ha avuto questo straordinario ruolo. Credi che anche oggi la scrittura sia uno strumento capace di osteggiare le ingiustizie?
SM- Tieni presente che la mia denuncia non riguarda solo il governo, ma la società intera, anche i genitori hanno commesso delle omissioni. Loro erano responsabili per la maggior parte degli slogan che hanno indotto a una certa manifesta violenza di quei tempi. E per rispondere alla domanda, sì, sì non posso che rispondere di sì. Quando è seria, la scrittura è e sarà sempre un potente strumento contro l’ingiustizia. In Sud Africa abbiamo una altissima percentuale di stupri e omicidi, l’incidenza delle donne sposate che contraggono l’AIDS è un altro fenomeno di violenza contro la donna, sto scrivendo un romanzo su questo e questo mi permette do affermare anche il ruolo salvifico che ha la scrittura come strumento di lotta.
VAM – Dalla tua biografia è ampiamente comprensibile che hai vissuto momenti difficili, come sei riuscita a conciliare la crescita di tre figli , le difficoltà quotidiane, e la sua scrittura tanto da farti raggiungere la notorietà che hai oggi? Quando riuscivi a dedicarti alla scrittura e come ricordi la prima volta che mandasti ad un editore la tua prima opera.?
SM – La scrittura, nella mia vita, ha seguito un lungo periodo in cui lavoravo e contemporaneamente studiavo per corrispondenza. Scrivevo nelle prime ore del mattino, erano le uniche ore che avevo a disposizione per me stessa e l’unico momento in cui la mia mente era ancora sgombera da ogni pensiero. Dopo il lavoro sarei stata troppo stanca per mettermi a scrivere. Iniziavo la giornata lavorando per me stessa, e mi sono resa conto, una volta che l’impegno della scrittura diventava sempre più serio, che dovevo diventare un po’ egoista con il tempo e afferrarne un po’ per me stessa senza curarmi troppo delle altre cose. Gli uomini lo fanno da sempre. Ecco perché sono più gli uomini a scrivere, e questo in ogni cultura. Gli uomini hanno imparato tantissimo tempo fa che “Il Tempo per me” è un importante ingrediente di autorealizzazione.
VAM – Dal 1981 al 2003 hai vissuto a New York lavorando per le Nazioni Unite , quanto questa esperienza di “esilio” ha influito sulla tua scrittura?
SM – Ho iniziato a scrivere il mio primo libro “To my children’s children – Ai figli dei miei figli” nel 1986 e francamente dubito che avrei mai scritto se non avessi vissuto fuori dal Sud Africa.
VAM – Nel mese di marzo uscirà in Italia un altro tuo lavoro Ai figli dei miei figli (Nutrimenti). Lo scorso anno sono state diverse le opere di autori sudafricani tradotti in Italia. Secondo te da dove nasce questo interesse per una letteratura che è aperta testimone di un capitolo della nostra storia spesso misconosciuto o considerato minore?
SM – Non saprei, potrebbe essere collegato al rinnovato interesse per il Sud Africa a seguito della spettacolare emergenza che viviamo nell’era post apartheid e alla brillante azione de Truth and Reconciliation Commission (Commissione per la Verità e la Riconciliazione)? Anche la tendenza del mercato ha un suo ruolo in tutto questo, chissà forse finalmente il tempo dello scrittore africano sta per scoccare!
VAM – Nella sua poesia A tough tale, Wally Mongane Serote ha detto che quando il paese sarebbe stato libero dall’apartheid, i sudafricani avrebbero dovuto trovare “nuove parole” per definire l’identità sudafricana, un nuovo capitolo della storia umana da un nuovo punto di vista. Oggi il Sud Africa ha trovato queste parole?
SM – Credo che siamo ancora nel processo di scoprire chi siamo, adesso che, in teoria, non siamo più i nemici nominati dall’apartheid. Questo è un momento straordinario nella storia del nostro paese. Stiamo ridefinendo la nostra identità nazionale, con le trasformazioni sociali e l’opportunità di contribuire attraverso di esse, è una impresa inebriante e difficile al tempo stesso.
VAM – Cosa necessita al Sud Africa per emergere e trovare la sua identità?
SM -Quando il colore della pelle non determina più la posizione dell’individuo nella società, quando il merito della donna o dell’ uomo sarà determinato da come quell’uomo o quella donna conducono la loro vita, allora, e solo allora, dovremmo essere nella posizione di assumere consapevolezza di chi siamo, svelando la nostra anima, la nostra identità, unica e profonda.
BIBLIOGRAFIA
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Da Madre a Madre – Edizioni Gorée
Ai figli dei miei figli – Nutrimenti
Push Push e altre storie- Edizioni Gorée
Il vestito di velluto rosso - Edizioni Gorée
Guguletu Blues – Edizioni Gorée
E’ imminente l’uscita in anteprima mondiale dell’ultimo romanzo di Sindiwe Magona: Questo è il mio corpo – Edizioni Gorée.







